giovedì 18 gennaio 2007

Nella tela del Ragno


Dato il mio storico amore per i fumetti Usa e il cinema d’azione, sembrerà strano. Ma francamente, di comic-book movies comincio ad averne le scatole piene. Sarà perché fra Marvel e DC c’è troppa carne al fuoco, perché la maggior parte dei blockbuster più recenti mi sono sembrati molto a corto di spirito o di idee, o perché ho superato gli “anta”: sta di fatto che attendo i prossimi pilastri del genere con un mix di ottimismo e diffidenza. Fra gli osservati speciali, tanto per fare il bastian contrario, ci metto l’Uomo Ragno. Posso dirlo? I primi due film della serie non mi hanno convinto affatto. Troppi dejà vu (lo scontro finale con Goblin, brutalmente scopiazzato su quello fra Michael Keaton e Jack Nicholson nel primo “Batman” di Tim Burton), troppi “buchi” nella sceneggiatura (che ci fa una scolaresca su una teleferica, in piena notte?), troppa fretta nell’abbandonare lo stile pirotecnico di “The Evil Dead” o “Darkman” per rifugiarsi in un profluvio di effetti digitali non troppo speciali. E giunto al fin della licenza, Sam Raimi sembra aver deciso di votarsi al lato oscuro in tutti i sensi: secondo i soliti ben informati, infatti, pare che la battaglia finale di “Spider-Man 3” lascerà sul terreno molti cadaveri eccellenti. Chi non teme gli spoiler, può cliccare qui. Per tutti gli altri, appuntamento alla prossima estate. Con tanti bei pacchetti di Kleenex.

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